Impianti dentali con poco osso a Pescara: quali possibilità esistono?
Quando l’osso disponibile è ridotto, la possibilità di inserire impianti dentali dipende da dove manca osso, dalla quantità e qualità residua e dal progetto protesico. A Pescara, la valutazione parte dalla diagnosi anatomica e non dalla scelta anticipata di una tecnica.
“Poco osso” non descrive un’unica condizione. Può mancare altezza, larghezza, densità o una posizione favorevole rispetto a nervi e seno mascellare.
La prima domanda non è quale tecnica utilizzare. È capire dove si trova il limite anatomico, quanto osso può essere utilizzato e quale funzione deve essere ricostruita.
Solo dopo questa analisi è possibile confrontare alternative meno o più invasive, tempi, rischi e prevedibilità.
Si possono mettere impianti dentali quando c’è poco osso?
La stessa quantità di osso può essere sufficiente per un progetto e insufficiente per un altro.
Una cresta può essere larga ma bassa, stretta ma alta, oppure volumetricamente adeguata ma poco consistente.
Problema di forma o volume
Manca lo spazio geometrico necessario per posizionare l’impianto nel luogo previsto e circondarlo adeguatamente con tessuti.
Problema di consistenza
L’osso è presente, ma offre una resistenza iniziale diversa. Questo può modificare preparazione, geometria e tempi di carico.
La prima scelta non è tra “innesto sì” e “innesto no”. È stabilire se possiamo utilizzare meglio ciò che esiste oppure se dobbiamo creare nuovo volume.
Le possibilità si dispongono lungo una scala, dalla modifica del progetto alla ricostruzione dell’osso.
Ogni strategia risolve un problema diverso e comporta un differente costo biologico.
Impianti più corti
Possono ridurre la necessità di aumentare l’altezza ossea in alcune regioni posteriori.
Non sono una scorciatoia universale: diametro, protesi, forze e anatomia devono essere compatibili.
Espansione della cresta
In creste strette e selezionate, l’osso può essere separato o deformato per ottenere larghezza.
La possibilità dipende dalla morfologia, dalla elasticità delle corticali e dal rischio di frattura.
Osseodensificazione
La preparazione può mirare a compattare e ridistribuire l’osso trabecolare invece di asportarlo semplicemente.
Può aumentare la stabilità iniziale in alcuni siti a bassa densità, ma le evidenze a lungo termine sono ancora più limitate rispetto ai risultati biomeccanici iniziali.
Rialzo del seno mascellare
Quando il seno limita l’altezza posteriore, la membrana può essere elevata per creare spazio biologico sopra l’osso residuo.
L’accesso può essere crestale o laterale in funzione dell’anatomia e del guadagno necessario.
Rigenerazione orizzontale
Membrane, biomateriali o innesti possono aumentare la larghezza necessaria intorno alla posizione implantare.
La scelta dipende dalla forma del difetto, dalla capacità di stabilizzare il materiale e dai tessuti molli.
Revisione clinico-scientifica: Paolo Trisi DDS, PhD. Per una panoramica divulgativa sulle alternative implantologiche e sui casi con disponibilità ossea ridotta puoi consultare anche Implantologia Denti.
Rigenerazione verticale
Aumentare l’altezza è generalmente più complesso, perché il nuovo volume deve essere mantenuto stabile contro le forze dei tessuti.
Richiede spesso tempi più lunghi e presenta una maggiore esposizione a complicanze tecniche.
La soluzione meno invasiva è preferibile soltanto quando consente di ottenere una riabilitazione stabile, pulibile e correttamente posizionata.
In alcune regioni posteriori, evitare una procedura di aumento può essere una possibilità ragionevole.
Gli studi comparativi mostrano che, in scenari selezionati, impianti corti possono offrire risultati a medio termine simili a impianti più lunghi inseriti dopo aumento osseo.
Utilizzare un impianto corto
- Intervento potenzialmente meno complesso
- Tempi terapeutici spesso più brevi
- Minore esposizione a complicanze dell’innesto
- Maggiore importanza del progetto protesico e delle forze
Aumentare il volume e usare impianti più lunghi
- Possibilità di ricreare l’anatomia necessaria al progetto
- Maggiore complessità chirurgica
- Tempi e morbilità generalmente superiori
- Possibilità di complicanze specifiche della rigenerazione
Nel mascellare posteriore l’osso residuo deve essere valutato insieme alla forma e alla salute del seno.
Il seno mascellare è una cavità pneumatica situata sopra i denti posteriori superiori.
Dopo la perdita dei denti, l’altezza disponibile può ridursi. Il pavimento del seno può essere elevato attraverso un accesso crestale o laterale, creando uno spazio nel quale possa formarsi nuovo tessuto osseo.
Entrambe le vie possono essere prevedibili quando correttamente indicate. La perforazione della membrana è una delle complicanze più comuni e il rischio dipende anche dall’anatomia.
Creare nuovo volume può essere indispensabile quando l’impianto non può essere posizionato correttamente nell’osso esistente.
La rigenerazione non serve a inserire un impianto “più grande”, ma a ricostruire le condizioni anatomiche richieste dal progetto.
Nei difetti orizzontali l’obiettivo è aumentare la larghezza. Nei difetti verticali bisogna creare altezza e mantenerla stabile durante la guarigione, una condizione generalmente più impegnativa.
Membrane, biomateriali, osso autologo o loro combinazioni possono essere utilizzati secondo la forma del difetto. Nessuna tecnica elimina completamente il rischio di esposizione, infezione, riassorbimento o risultato inferiore al volume pianificato.
Più il difetto è complesso, più la decisione deve confrontare il beneficio atteso con invasività, tempi, complicanze e alternative protesiche.
Non conta soltanto quanto osso possiamo ottenere, ma a quale prezzo biologico e con quale prevedibilità.
Quando l’osso è ridotto, il primo obiettivo è creare stabilità e proteggere la guarigione.
In alcuni casi è possibile inserire gli impianti contestualmente alla procedura ossea. In altri è più prudente separare le fasi.
Impianto e procedura insieme
Possibile quando il volume residuo consente una posizione corretta e una tenuta iniziale sufficiente.
Guarigione prima dell’impianto
Indicata quando il nuovo volume deve maturare prima di poter sostenere stabilmente l’impianto.
Carico differito
Può proteggere l’osteointegrazione quando rigenerazione e stabilità rendono meno controllabili le forze.
Tra le strategie che cercano di utilizzare meglio l’osso esistente, una domanda merita un capitolo specifico: possiamo preparare il sito preservando e compattando il tessuto invece di rimuoverlo?
Preservare l’osso: che cos’è l’osseodensificazione?
L’osseodensificazione nasce dall’idea di modificare il modo in cui viene preparato il sito implantare, soprattutto nell’osso trabecolare a bassa densità.
La pagina successiva spiegherà che cosa accade durante la preparazione, quali vantaggi biomeccanici sono stati osservati, in quali indicazioni può essere utile e quali limiti presenta l’evidenza clinica.
Le prove alle quali fa riferimento questa pagina
- Ravidà A e collaboratori. Short (≤6 mm) compared with ≥10-mm dental implants in different clinical scenarios: systematic review and meta-analysis with 5-year outcomes. PubMed
- Abayov P e collaboratori. Short versus longer implants combined with alveolar bone augmentation: systematic review and meta-analysis. PubMed
- Lyu M e collaboratori. Maxillary sinus floor augmentation: review of anatomical factors and current evidence. PubMed
- Kadkhodazadeh M e collaboratori. Clinical outcomes of implants placed with transcrestal sinus lifts: systematic review and meta-analysis. PubMed
- Al Haydar B e collaboratori. Horizontal alveolar ridge expansion through ridge split: systematic review and meta-analysis. PubMed
- Alotaibi FF e collaboratori. Vertical ridge augmentation techniques: systematic review and network meta-analysis. PubMed
- Monteiro FL e collaboratori. Osseodensification versus conventional drilling: systematic review and meta-analysis. PubMed
Valutazione implantologica in caso di poco osso a Pescara
Prima di proporre una tecnica bisogna comprendere anatomia, qualità dell’osso, obiettivo protesico, salute generale e alternative. Quando l’obiettivo è una riabilitazione con denti fissi su impianti a Pescara, il progetto protesico aiuta a stabilire quanto osso serve davvero e quale percorso è più prevedibile.
Le visite si svolgono presso Smile Art Serenity, in Via Silvio Pellico 68 a Pescara.
Smile Art Serenity
Via Silvio Pellico 68
65123 Pescara
+39 392 187 3886
La segreteria raccoglie le prime informazioni e indica come organizzare la valutazione.

Chi scrive
Dott. Paolo Trisi, DDS, PhD
Odontoiatra e implantologo dal 1988, autore di 147 pubblicazioni scientifiche. Iscritto all’Albo degli Odontoiatri della Provincia di Pescara, n. 86, è il direttore sanitario dello Studio Dentistico dott. Paolo Trisi – Smile Art Serenity, in Via Silvio Pellico 68 a Pescara.
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