Come fa un impianto a diventare parte dell’osso?
Inserire un impianto è soltanto l’inizio. La parte più importante della cura avviene nei tessuti, durante le settimane e i mesi successivi.
Un impianto dentale può apparire come una piccola struttura meccanica. Ma il risultato non dipende soltanto dalla precisione con cui viene inserito.
Il vero passaggio avviene quando l’organismo costruisce progressivamente una relazione biologica stabile tra l’osso e la superficie implantare. Questo processo prende il nome di osteointegrazione.
All’inizio l’impianto è fermo per ragioni meccaniche. Poi deve diventare stabile grazie alla biologia.
Nel momento dell’inserimento non esiste ancora un’unione biologica completa tra osso e impianto.
La tenuta iniziale deriva soprattutto dal contatto tra l’impianto e l’osso circostante. Nei giorni successivi l’organismo avvia una sequenza di eventi: riparazione della ferita, formazione di nuovi vasi, produzione di tessuto osseo e progressiva maturazione.
La guarigione non comincia dall’osso maturo. Comincia da una ferita che l’organismo deve organizzare.
Il sangue prepara il terreno sul quale potrà formarsi il nuovo osso.
Il coagulo non è un semplice riempitivo: è il primo ambiente biologico della guarigione.
Dopo la preparazione del sito implantare, il sangue entra in contatto con l’osso e con la superficie dell’impianto. La rete di fibrina contribuisce a stabilizzare il coagulo e offre un percorso iniziale alle cellule coinvolte nella riparazione.
Arrivano cellule infiammatorie, cellule vascolari e precursori capaci di partecipare alla formazione della nuova matrice. Questa fase è delicata: il tessuto sta costruendo le condizioni necessarie perché possa iniziare la formazione ossea.
L’organismo trasforma progressivamente una ferita in una struttura capace di sostenere la funzione.
La formazione ossea non è un singolo evento, ma una successione di fasi che si sovrappongono.
Coagulo
Il sangue riempie gli spazi e crea una prima rete biologica.
Vasi e cellule
Nuovi vasi e cellule della riparazione colonizzano progressivamente il sito.
Osso giovane
Si formano trabecole ancora immature, inizialmente più fragili e disorganizzate.
Rimodellamento
L’osso viene sostituito e organizzato secondo le esigenze della funzione.
Se il processo dipende dall’incontro tra organismo e impianto, la superficie non può essere considerata un dettaglio.
Due impianti possono sembrare simili, ma presentare superfici molto differenti.
La superficie è il luogo nel quale avviene il dialogo biologico tra materiale e tessuti.
La microstruttura e le caratteristiche chimico-fisiche possono influenzare l’interazione iniziale con il sangue, l’adesione cellulare e la formazione del nuovo osso.
Questo non significa che una superficie possa sostituire una diagnosi corretta, compensare un’infezione o rendere favorevole ogni situazione. È uno dei molti elementi che partecipano alla guarigione.
Lo studio delle superfici implantari ha rappresentato una parte importante della mia ricerca: osservare se e come differenti caratteristiche potessero modificare la risposta dell’osso nelle prime settimane.
Come sappiamo che l’osso ha costruito una relazione stabile con l’impianto?
Nella pratica clinica valutiamo segni indiretti. Nella ricerca possiamo osservare direttamente l’interfaccia.
Valutazione clinica
Assenza di mobilità patologica, sintomi, infiammazione e problemi funzionali.
Valutazione radiografica
Controllo dei livelli ossei e confronto nel tempo con gli esami precedenti.
Istologia e micro-CT
Osservazione e misurazione diretta del tessuto osseo intorno all’impianto in campioni di ricerca.
L’istologia permette di distinguere osso nuovo, osso più maturo, spazi midollari e contatto con la superficie. La microtomografia può aggiungere una ricostruzione tridimensionale della struttura ossea, pur con limiti diversi rispetto alla sezione istologica.
Non tutti gli organismi, e non tutte le zone della bocca, guariscono nello stesso modo.
L’osteointegrazione è il risultato dell’incontro tra persona, osso, intervento, impianto e forze.
Non esiste un singolo fattore capace di garantire da solo il risultato.
Applicare rapidamente i denti non significa che la guarigione sia già terminata.
Il processo biologico inizia subito, ma continua per settimane e mesi.
In alcuni casi è possibile collegare rapidamente una protesi provvisoria. Questo viene definito carico immediato, ma non equivale a una osteointegrazione già completa.
Significa che l’insieme formato da impianti e protesi viene progettato per cercare di controllare le forze mentre l’osso continua a guarire. Quando le condizioni non sono favorevoli, attendere è una forma di protezione e non un ritardo.
Due tempi differenti
Tempo protesico: quando viene applicato un dente provvisorio o definitivo.
Tempo biologico: quando l’osso forma e matura la relazione con l’impianto.
I due percorsi possono sovrapporsi, ma non sono la stessa cosa.
Mentre l’osso costruisce il nuovo legame, l’impianto deve essere protetto dai movimenti eccessivi.
L’osso sa guarire. Il compito del medico è creare e proteggere le condizioni che gli permettono di farlo.
Nei primi momenti l’impianto non è ancora sostenuto dalla nuova stabilità biologica.
La consistenza dell’osso, la geometria dell’impianto, la preparazione del sito e la resistenza incontrata durante l’inserimento contribuiscono alla tenuta iniziale.
Anche movimenti molto piccoli, non visibili a occhio nudo, possono interferire con il processo quando superano ciò che il tessuto in formazione può tollerare.
Per questo la pagina successiva affronterà una domanda concreta:
Le prove alle quali fa riferimento questa pagina
La pagina è volutamente divulgativa. I riferimenti seguenti documentano alcuni dei concetti principali senza introdurre nomi commerciali nel racconto.
- Modern implant dentistry based on osseointegration. Quadro generale dei principi biologici e clinici dell’osteointegrazione. PubMed
- Influence of a nanometer-scale surface enhancement on de novo bone formation on titanium implants: a histomorphometric study in human maxillae. Studio umano sulla formazione ossea dopo 4 e 8 settimane. PubMed
- Microcomputed tomographic analysis of the peri-implant bone. Confronto tra analisi micro-CT e istomorfometria su biopsia umana. PubMed
- Bone formation around immediately loaded and submerged dental implants after 4 and 8 weeks. Osservazione istologica umana della guarigione in protocolli selezionati. PubMed
- Implant micromotion is related to peak insertion torque and bone density. Studio sperimentale sulla protezione meccanica della guarigione. PubMed
Prima di chiedere quanto tempo occorrerà, bisogna comprendere in quali condizioni dovrà guarire l’osso.
Una valutazione serve a capire se l’impianto è realmente indicato e quali condizioni possono rendere il percorso più prevedibile.
Le visite si svolgono presso Smile Art Serenity, in Via Silvio Pellico 68 a Pescara. La segreteria può raccogliere le prime informazioni e indicare come organizzare la valutazione.
Smile Art Serenity
Via Silvio Pellico 68
65123 Pescara
+39 392 187 3886
La segreteria raccoglie le prime informazioni e indica come organizzare la valutazione.

Chi scrive
Dott. Paolo Trisi, DDS, PhD
Odontoiatra e implantologo dal 1988, autore di 147 pubblicazioni scientifiche. Iscritto all’Albo degli Odontoiatri della Provincia di Pescara, n. 86, è il direttore sanitario dello Studio Dentistico dott. Paolo Trisi – Smile Art Serenity, in Via Silvio Pellico 68 a Pescara.
Approfondisci
L’osteointegrazione spiegata ai pazienti
Se vuoi rileggere questi concetti in forma più semplice, la guida per i pazienti dedica un capitolo alle superfici implantari e alla guarigione dell’osso.