BIOLOGIA DELL’IMPLANTOLOGIA · CAPITOLO 4

Impianti dentali con poco osso a Pescara: quali possibilità esistono?

Quando l’osso disponibile è ridotto, la possibilità di inserire impianti dentali dipende da dove manca osso, dalla quantità e qualità residua e dal progetto protesico. A Pescara, la valutazione parte dalla diagnosi anatomica e non dalla scelta anticipata di una tecnica.

“Poco osso” non descrive un’unica condizione. Può mancare altezza, larghezza, densità o una posizione favorevole rispetto a nervi e seno mascellare.

La prima domanda non è quale tecnica utilizzare. È capire dove si trova il limite anatomico, quanto osso può essere utilizzato e quale funzione deve essere ricostruita.

Solo dopo questa analisi è possibile confrontare alternative meno o più invasive, tempi, rischi e prevedibilità.

Quando cambia l’anatomia, non bisogna forzare il protocollo. Bisogna cambiare il ragionamento.
01 · “POCO OSSO” NON È UNA DIAGNOSI

Si possono mettere impianti dentali quando c’è poco osso?

La stessa quantità di osso può essere sufficiente per un progetto e insufficiente per un altro.

LARGHEZZACresta troppo sottileL’impianto potrebbe non essere completamente circondato da osso o non avere spazio sufficiente per i tessuti.
ALTEZZASpazio verticale ridottoNervo alveolare o seno mascellare possono limitare la lunghezza disponibile.
DENSITÀOsso più morbidoIl volume può essere presente, ma la tenuta iniziale può risultare meno favorevole.
POSIZIONEOsso presente nel luogo sbagliatoIl volume disponibile deve essere coerente con la posizione richiesta dal progetto protesico.
02 · VOLUME E QUALITÀ SONO PROBLEMI DIFFERENTI

Una cresta può essere larga ma bassa, stretta ma alta, oppure volumetricamente adeguata ma poco consistente.

Problema di forma o volume

Manca lo spazio geometrico necessario per posizionare l’impianto nel luogo previsto e circondarlo adeguatamente con tessuti.

Problema di consistenza

L’osso è presente, ma offre una resistenza iniziale diversa. Questo può modificare preparazione, geometria e tempi di carico.

Una TAC non decide la terapia da sola. Deve essere interpretata insieme a visita, tessuti, progetto protesico, salute generale e possibilità di mantenimento.

La prima scelta non è tra “innesto sì” e “innesto no”. È stabilire se possiamo utilizzare meglio ciò che esiste oppure se dobbiamo creare nuovo volume.

03 · IL PERCORSO DECISIONALE

Le possibilità si dispongono lungo una scala, dalla modifica del progetto alla ricostruzione dell’osso.

1Rivedere il progettoPosizione, numero, lunghezza degli impianti e forma della protesi possono cambiare.
2Usare l’osso disponibileIn casi selezionati si possono considerare impianti più corti o differenti distribuzioni.
3Espandere o densificareUna cresta o un osso morbido possono essere gestiti cercando di conservare e ridistribuire il tessuto.
4Sollevare un limite anatomicoNel mascellare posteriore si può aumentare l’altezza utile elevando il pavimento del seno.
5Rigenerare nuovo volumeDifetti orizzontali o verticali possono richiedere membrane, biomateriali o innesti.
04 · LE PRINCIPALI FAMIGLIE DI SOLUZIONI

Ogni strategia risolve un problema diverso e comporta un differente costo biologico.

Impianti più corti

Possono ridurre la necessità di aumentare l’altezza ossea in alcune regioni posteriori.

Non sono una scorciatoia universale: diametro, protesi, forze e anatomia devono essere compatibili.

Espansione della cresta

In creste strette e selezionate, l’osso può essere separato o deformato per ottenere larghezza.

La possibilità dipende dalla morfologia, dalla elasticità delle corticali e dal rischio di frattura.

Osseodensificazione

La preparazione può mirare a compattare e ridistribuire l’osso trabecolare invece di asportarlo semplicemente.

Può aumentare la stabilità iniziale in alcuni siti a bassa densità, ma le evidenze a lungo termine sono ancora più limitate rispetto ai risultati biomeccanici iniziali.

Rialzo del seno mascellare

Quando il seno limita l’altezza posteriore, la membrana può essere elevata per creare spazio biologico sopra l’osso residuo.

L’accesso può essere crestale o laterale in funzione dell’anatomia e del guadagno necessario.

Rigenerazione orizzontale

Membrane, biomateriali o innesti possono aumentare la larghezza necessaria intorno alla posizione implantare.

La scelta dipende dalla forma del difetto, dalla capacità di stabilizzare il materiale e dai tessuti molli.

Revisione clinico-scientifica: Paolo Trisi DDS, PhD. Per una panoramica divulgativa sulle alternative implantologiche e sui casi con disponibilità ossea ridotta puoi consultare anche Implantologia Denti.

Rigenerazione verticale

Aumentare l’altezza è generalmente più complesso, perché il nuovo volume deve essere mantenuto stabile contro le forze dei tessuti.

Richiede spesso tempi più lunghi e presenta una maggiore esposizione a complicanze tecniche.

La soluzione meno invasiva è preferibile soltanto quando consente di ottenere una riabilitazione stabile, pulibile e correttamente posizionata.

05 · IMPIANTI CORTI O AUMENTO DELL’OSSO?

In alcune regioni posteriori, evitare una procedura di aumento può essere una possibilità ragionevole.

Gli studi comparativi mostrano che, in scenari selezionati, impianti corti possono offrire risultati a medio termine simili a impianti più lunghi inseriti dopo aumento osseo.

Utilizzare un impianto corto

  • Intervento potenzialmente meno complesso
  • Tempi terapeutici spesso più brevi
  • Minore esposizione a complicanze dell’innesto
  • Maggiore importanza del progetto protesico e delle forze

Aumentare il volume e usare impianti più lunghi

  • Possibilità di ricreare l’anatomia necessaria al progetto
  • Maggiore complessità chirurgica
  • Tempi e morbilità generalmente superiori
  • Possibilità di complicanze specifiche della rigenerazione
Le evidenze non autorizzano una regola assoluta. I risultati variano secondo mascella o mandibola, lunghezza dell’impianto, tipo di protesi, follow-up e qualità degli studi.
06 · QUANDO IL LIMITE È IL SENO MASCELLARE

Nel mascellare posteriore l’osso residuo deve essere valutato insieme alla forma e alla salute del seno.

Il seno mascellare è una cavità pneumatica situata sopra i denti posteriori superiori.

Dopo la perdita dei denti, l’altezza disponibile può ridursi. Il pavimento del seno può essere elevato attraverso un accesso crestale o laterale, creando uno spazio nel quale possa formarsi nuovo tessuto osseo.

Entrambe le vie possono essere prevedibili quando correttamente indicate. La perforazione della membrana è una delle complicanze più comuni e il rischio dipende anche dall’anatomia.

Non si “riempie un vuoto”. Si crea e si protegge uno spazio nel quale l’organismo dovrà formare nuovo osso.
07 · QUANDO È NECESSARIO RIGENERARE

Creare nuovo volume può essere indispensabile quando l’impianto non può essere posizionato correttamente nell’osso esistente.

La rigenerazione non serve a inserire un impianto “più grande”, ma a ricostruire le condizioni anatomiche richieste dal progetto.

Nei difetti orizzontali l’obiettivo è aumentare la larghezza. Nei difetti verticali bisogna creare altezza e mantenerla stabile durante la guarigione, una condizione generalmente più impegnativa.

Membrane, biomateriali, osso autologo o loro combinazioni possono essere utilizzati secondo la forma del difetto. Nessuna tecnica elimina completamente il rischio di esposizione, infezione, riassorbimento o risultato inferiore al volume pianificato.

Più il difetto è complesso, più la decisione deve confrontare il beneficio atteso con invasività, tempi, complicanze e alternative protesiche.

08 · CHE COSA RENDE COMPLESSA LA DECISIONE?

Non conta soltanto quanto osso possiamo ottenere, ma a quale prezzo biologico e con quale prevedibilità.

Il tipo di difettoUn difetto contenuto è diverso da una perdita verticale estesa e non richiede la stessa tecnica.
I tessuti molliLa capacità di chiudere e proteggere il sito è decisiva per la stabilità della rigenerazione.
La salute generaleFumo, patologie, farmaci e capacità di guarigione modificano indicazioni e rischio.
Il tempoAlcune procedure richiedono fasi separate e mesi aggiuntivi prima della protesi.
La protesiIl volume deve servire a posizionare correttamente gli impianti e rendere la riabilitazione pulibile.
Le alternativeImpianti corti, modifica del progetto o soluzioni protesiche differenti possono evitare una chirurgia non necessaria.
09 · IL CARICO IMMEDIATO NON È SEMPRE LA PRIORITÀ

Quando l’osso è ridotto, il primo obiettivo è creare stabilità e proteggere la guarigione.

In alcuni casi è possibile inserire gli impianti contestualmente alla procedura ossea. In altri è più prudente separare le fasi.

Impianto e procedura insieme

Possibile quando il volume residuo consente una posizione corretta e una tenuta iniziale sufficiente.

Guarigione prima dell’impianto

Indicata quando il nuovo volume deve maturare prima di poter sostenere stabilmente l’impianto.

Carico differito

Può proteggere l’osteointegrazione quando rigenerazione e stabilità rendono meno controllabili le forze.

La velocità perde valore quando riduce la prevedibilità del risultato.

Tra le strategie che cercano di utilizzare meglio l’osso esistente, una domanda merita un capitolo specifico: possiamo preparare il sito preservando e compattando il tessuto invece di rimuoverlo?

10 · IL PONTE VERSO IL CAPITOLO SUCCESSIVO

Preservare l’osso: che cos’è l’osseodensificazione?

L’osseodensificazione nasce dall’idea di modificare il modo in cui viene preparato il sito implantare, soprattutto nell’osso trabecolare a bassa densità.

La pagina successiva spiegherà che cosa accade durante la preparazione, quali vantaggi biomeccanici sono stati osservati, in quali indicazioni può essere utile e quali limiti presenta l’evidenza clinica.

Utilizzare meglio ciò che la persona possiede già, prima di sostituirlo con qualcosa di esterno.
FONTI SCIENTIFICHE ESSENZIALI

Le prove alle quali fa riferimento questa pagina

  1. Ravidà A e collaboratori. Short (≤6 mm) compared with ≥10-mm dental implants in different clinical scenarios: systematic review and meta-analysis with 5-year outcomes. PubMed
  2. Abayov P e collaboratori. Short versus longer implants combined with alveolar bone augmentation: systematic review and meta-analysis. PubMed
  3. Lyu M e collaboratori. Maxillary sinus floor augmentation: review of anatomical factors and current evidence. PubMed
  4. Kadkhodazadeh M e collaboratori. Clinical outcomes of implants placed with transcrestal sinus lifts: systematic review and meta-analysis. PubMed
  5. Al Haydar B e collaboratori. Horizontal alveolar ridge expansion through ridge split: systematic review and meta-analysis. PubMed
  6. Alotaibi FF e collaboratori. Vertical ridge augmentation techniques: systematic review and network meta-analysis. PubMed
  7. Monteiro FL e collaboratori. Osseodensification versus conventional drilling: systematic review and meta-analysis. PubMed
NON ESISTE UNA SOLUZIONE UNIVERSALE PER IL “POCO OSSO”

Valutazione implantologica in caso di poco osso a Pescara

Prima di proporre una tecnica bisogna comprendere anatomia, qualità dell’osso, obiettivo protesico, salute generale e alternative. Quando l’obiettivo è una riabilitazione con denti fissi su impianti a Pescara, il progetto protesico aiuta a stabilire quanto osso serve davvero e quale percorso è più prevedibile.

Le visite si svolgono presso Smile Art Serenity, in Via Silvio Pellico 68 a Pescara.

Smile Art Serenity

Via Silvio Pellico 68
65123 Pescara

+39 392 187 3886

La segreteria raccoglie le prime informazioni e indica come organizzare la valutazione.

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Dott. Paolo Trisi

Chi scrive

Dott. Paolo Trisi, DDS, PhD

Odontoiatra e implantologo dal 1988, autore di 147 pubblicazioni scientifiche. Iscritto all’Albo degli Odontoiatri della Provincia di Pescara, n. 86, è il direttore sanitario dello Studio Dentistico dott. Paolo Trisi – Smile Art Serenity, in Via Silvio Pellico 68 a Pescara.

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