Subito dopo l’intervento
Prevale il contatto meccanico tra impianto e osso.
Nelle prime settimane l’impianto non è ancora sostenuto dal nuovo legame biologico. Deve quindi restare sufficientemente fermo perché la guarigione possa procedere.
Al momento dell’inserimento, la stabilità deriva soprattutto dal contatto meccanico con l’osso. Con il passare del tempo questa tenuta iniziale deve lasciare spazio alla stabilità biologica prodotta dall’osteointegrazione.
Il compito del medico è accompagnare questa transizione, evitando che forze e movimenti eccessivi disturbino il tessuto mentre si sta formando.
Questa condizione viene chiamata stabilità primaria.
Non è ancora osteointegrazione. È una tenuta iniziale, determinata dall’osso disponibile, dalla preparazione del sito, dalla forma dell’impianto e dal modo in cui viene posizionato.
La stabilità primaria crea il tempo biologico necessario affinché sangue, cellule e nuovo osso possano trasformare la ferita chirurgica in una relazione stabile.
Prevale il contatto meccanico tra impianto e osso.
L’osso iniziale viene rimodellato mentre si forma nuovo tessuto.
La stabilità dipende sempre più dal legame biologico con l’osso.
Durante la masticazione e le attività quotidiane, le forze possono raggiungere anche un impianto in guarigione.
Il tessuto in formazione rimane abbastanza stabile da poter organizzare matrice e nuovo osso.
La ripetizione di spostamenti troppo ampi può interferire con l’organizzazione del tessuto e ostacolare l’osteointegrazione.
Un impianto può sembrare fermo alla mano del chirurgo, ma muoversi in modo differente quando viene sottoposto a una forza controllata.
Negli studi sperimentali è possibile applicare carichi standardizzati e misurare spostamenti molto piccoli. Questo consente di confrontare densità ossee, tecniche di preparazione e differenti livelli di resistenza all’inserimento.
In uno studio del 2009, micromovimento, densità ossea e picco di torque di inserimento risultavano collegati: all’aumentare della resistenza all’inserimento diminuiva mediamente il movimento, mentre nell’osso più morbido i micromovimenti rimanevano più elevati.
La stessa procedura può produrre stabilità differenti in persone e zone della bocca diverse.
Il medico integra informazioni raccolte prima, durante e dopo l’intervento.
Anatomia, volume e caratteristiche radiografiche aiutano a pianificare il sito e anticipare possibili difficoltà.
È una previsione: la qualità reale si comprende meglio durante la preparazione e l’inserimento.Misura la resistenza alla rotazione incontrata mentre l’impianto viene inserito.
Descrive soprattutto la stabilità rotazionale in quel momento; non misura direttamente l’osteointegrazione.Una vibrazione controllata può fornire un indice della rigidità del complesso osso-impianto.
Valuta un aspetto differente dal torque. I due numeri non sono equivalenti né sempre correlati.La guarigione attraversa una fase nella quale l’osso vecchio viene rimodellato e il nuovo osso è ancora in formazione.
Per questo alcuni studi clinici hanno osservato una diminuzione temporanea delle misure di stabilità nelle prime settimane. Non è una regola identica per tutti, ma ricorda che il processo non procede come una linea sempre crescente.
La decisione di applicare o aumentare le forze deve quindi considerare il percorso complessivo, non soltanto il valore registrato il giorno dell’intervento.
Schema concettuale, non curva clinica universale.
Una resistenza elevata può essere utile in alcune condizioni, ma non è automaticamente sinonimo di prognosi migliore.
Il torque dipende dall’osso, dalla geometria e dalla preparazione. Cercare intenzionalmente valori molto elevati può aumentare la compressione locale e non sostituisce la valutazione biologica e anatomica.
In uno studio clinico randomizzato su creste guarite, l’inserimento con torque elevato è stato associato, nel contesto studiato, a maggiore rimodellamento osseo e recessione dei tessuti rispetto a valori regolari.
Stabilità, numero e distribuzione degli impianti, tipo di protesi, forze masticatorie e collaborazione del paziente devono essere valutati insieme.
La protesi può essere applicata rapidamente quando le forze possono essere controllate e la stabilità è adeguata al protocollo.
Può essere utile ridurre o evitare il contatto funzionale mentre l’osso continua a guarire.
Attendere protegge il processo quando osso, stabilità o distribuzione delle forze non sono sufficienti.
La valutazione serve a integrare anatomia, qualità dell’osso, stabilità, progetto protesico e condizioni generali della persona.
Le visite si svolgono presso Smile Art Serenity, in Via Silvio Pellico 68 a Pescara.
Via Silvio Pellico 68
65123 Pescara
+39 392 187 3886
La segreteria raccoglie le prime informazioni e indica come organizzare la valutazione.

Chi scrive
Dott. Paolo Trisi, DDS, PhD
Odontoiatra e implantologo dal 1988, autore di 147 pubblicazioni scientifiche. Iscritto all’Albo degli Odontoiatri della Provincia di Pescara, n. 86, è il direttore sanitario dello Studio Dentistico dott. Paolo Trisi – Smile Art Serenity, in Via Silvio Pellico 68 a Pescara.
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