BIOLOGIA DELL’IMPLANTOLOGIA · CAPITOLO 6

Elevator: stabilità crestale e protezione della membrana del seno.

Quando l’osso residuo sotto il seno mascellare è ridotto, l’impianto deve ottenere stabilità soprattutto nella porzione crestale, mentre la parte apicale entra nello spazio creato dall’elevazione della membrana.

Elevator nasce per affrontare questa doppia esigenza attraverso una geometria differenziata: spire coronali aggressive per utilizzare l’osso residuo e una porzione apicale arrotondata per accompagnare il posizionamento nello spazio elevato.

La pagina descrive il razionale progettuale dell’impianto e il modo in cui si integra con il rialzo transcrestale mediante osseodensificazione. Non attribuisce alla geometria una superiorità clinica rispetto ad altri impianti in assenza di studi comparativi specifici.

L’osso che garantisce la stabilità e lo spazio nel quale dovrà formarsi nuovo osso non coincidono necessariamente.
01 · DUE REGIONI, DUE FUNZIONI

Nel rialzo crestale, una parte dell’impianto rimane nell’osso esistente e una parte entra nello spazio elevato.

La prima deve offrire tenuta iniziale. La seconda deve rispettare la membrana e attendere la formazione del nuovo tessuto.

OSSO CRESTALEStabilità primariaL’osso residuo vicino alla cresta deve trattenere l’impianto durante le prime fasi della guarigione.
SPAZIO ELEVATOFormazione di nuovo ossoLa porzione apicale è inizialmente circondata dallo spazio creato sotto la membrana e dal materiale inserito.
MEMBRANA SINUSALEProtezione meccanicaLa membrana deve rimanere integra e stabile mentre delimita lo spazio nel quale avverrà la guarigione.
02 · IL RAZIONALE ANATOMICO

La geometria deve utilizzare l’osso dove esiste e diventare meno traumatica dove l’osso non è ancora formato.

Un’unica forma lungo tutta la lunghezza dell’impianto non risponde necessariamente nello stesso modo alle due regioni.

Nella parte coronale, la priorità è massimizzare l’ancoraggio nell’altezza ossea residua. Nella parte apicale, la priorità cambia: l’impianto deve entrare nello spazio elevato senza presentare un profilo tagliente rivolto verso la membrana.

Elevator concentra quindi la capacità di presa vicino alla cresta e adotta un apice più arrotondato nella regione che attraversa il pavimento sinusale elevato.

Non tutta la lunghezza dell’impianto deve svolgere la stessa funzione.
Spire coronali: ancoraggio nell’osso crestale residuo.
Apice arrotondato: ingresso nello spazio elevato sotto la membrana.

Il progetto nasce quindi dalla separazione di due compiti: trattenere saldamente l’impianto e ridurre l’aggressività della porzione che entra nel seno elevato.

03 · LA GEOMETRIA DIFFERENZIATA

Le spire coronali e la porzione apicale sono progettate con obiettivi differenti.

Spire coronali aggressive

Le spire più marcate vicino al collo mirano ad aumentare l’interazione con il volume crestale residuo.

Il razionale è ottenere la stabilità primaria nella regione in cui l’osso è già presente, soprattutto quando l’altezza disponibile è limitata.

La stabilità effettiva dipende comunque da densità, larghezza, preparazione del sito, posizione e forze protesiche.

Apice arrotondato

La parte apicale presenta un profilo privo di una punta tagliente pronunciata.

Lo scopo progettuale è accompagnare l’inserimento nello spazio precedentemente creato sotto la membrana, riducendo la concentrazione di contatto su un punto acuto.

Un apice arrotondato non elimina il rischio di perforazione: la protezione dipende prima di tutto dalla corretta elevazione e dal controllo della procedura.

04 · LA RADIOGRAFIA SPIEGA IL CONCETTO

La parte inferiore è trattenuta dall’osso residuo; la parte superiore occupa lo spazio creato dall’elevazione sinusale.

L’immagine radiografica rende visibile la doppia condizione che ha guidato il progetto.

Le spire coronali sono localizzate nella regione crestale, dove devono ottenere il contatto necessario alla stabilità iniziale. La porzione apicale si estende oltre il pavimento originale, nello spazio elevato e mantenuto dal materiale da innesto.

Durante la guarigione, l’osso residuo protegge l’impianto dai movimenti, mentre nello spazio superiore deve avvenire la formazione e maturazione del nuovo tessuto.

La radiografia mostra una posizione. La biologia deve trasformare quella posizione in una relazione stabile.

L’impianto non eleva da solo la membrana. Prima del suo inserimento devono essere creati e controllati lo spazio, la protezione della membrana e il supporto del materiale.

05 · IL PERCORSO CLINICO CONCETTUALE

Elevator è l’ultimo elemento di una sequenza che comincia dalla diagnosi e dalla preparazione del sito.

1Studiare l’anatomiaCBCT, altezza residua, larghezza della cresta, forma del seno e presenza di setti o patologie.
2Preparare il sitoL’osteotomia viene eseguita con profondità e diametri controllati, preservando il pavimento.
3Elevare la membranaL’osseodensificazione contribuisce a sollevare il pavimento e a creare progressivamente lo spazio.
4Inserire il materialeIl materiale viene posizionato sotto la membrana per sostenere lo spazio e partecipare alla rigenerazione.
5Posizionare ElevatorLe spire coronali cercano stabilità nell’osso residuo; l’apice arrotondato entra nello spazio elevato.
Questa è una rappresentazione concettuale, non un protocollo operativo. Indicazioni, sequenze, profondità e materiali dipendono dal singolo caso e dalla formazione chirurgica del professionista.
06 · CHE COSA DEVE OTTENERE OGNI FASE?

Il risultato dipende dall’intero sistema, non dalla sola geometria implantare.

Membrana integraDeve delimitare e proteggere lo spazio elevato durante la guarigione.
Stabilità nell’osso residuoL’impianto deve restare sufficientemente fermo mentre il tessuto superiore si forma.
Spazio stabileIl volume creato non deve collassare prima che venga colonizzato e maturato dall’osso.
Posizione protesicamente correttaL’impianto deve sostenere la futura protesi senza essere guidato soltanto dall’osso disponibile.
Forze controllateCarico e provvisorio devono rispettare la stabilità realmente ottenuta.
Guarigione biologicaIl materiale e il coagulo devono essere rivascolarizzati e sostituiti progressivamente da tessuto vitale.

La geometria può ridurre alcuni conflitti meccanici, ma non rende indicato il rialzo crestale in ogni anatomia e non elimina le complicanze.

07 · LIMITI E CONDIZIONI SFAVOREVOLI

Il progetto Elevator non sostituisce la selezione del caso.

Patologia sinusaleInfiammazione, osti ostruiti o condizioni otorinolaringoiatriche possono richiedere valutazione e trattamento prima della chirurgia.
Anatomia complessaSetti, membrane sottili, pavimenti irregolari e pendenze marcate possono aumentare il rischio di perforazione.
Osso crestale inadeguatoSe il volume residuo non consente stabilità sufficiente, l’impianto simultaneo può non essere appropriato.
Difetto orizzontale associatoLa carenza di larghezza può richiedere espansione o rigenerazione oltre all’aumento verticale.
Forze non controllabiliLa geometria non protegge da una protesi incongrua, leve eccessive o parafunzioni.
Perforazione della membranaUn apice arrotondato non può compensare una membrana già danneggiata o una elevazione non controllata.
08 · DALLA STABILITÀ ALLA RIGENERAZIONE

L’impianto può essere stabile il giorno dell’intervento, ma lo spazio elevato deve ancora diventare osso.

La stabilità primaria e la rigenerazione sinusale sono due processi collegati ma differenti.

La stabilità iniziale deriva dal contatto con l’osso crestale. Nello spazio superiore, il coagulo e il materiale inserito devono essere colonizzati dai vasi e dalle cellule, rimodellati e progressivamente sostituiti da nuovo tessuto osseo.

Solo il follow-up clinico e radiografico consente di verificare il mantenimento della stabilità, la maturazione del volume e la risposta dei tessuti nel tempo.

La geometria crea una possibilità meccanica. È la guarigione a trasformarla in un risultato biologico.
09 · CHE COSA DICE L’EVIDENZA DISPONIBILE?

Le prove riguardano soprattutto il rialzo transcrestale e l’osseodensificazione, non ancora un confronto indipendente specifico della geometria Elevator.

1

Approccio transcrestale

Revisioni e studi clinici mostrano che può ottenere elevata sopravvivenza implantare in casi selezionati, con minore accesso chirurgico rispetto alla finestra laterale.

Risultati dipendenti da altezza residua, anatomia, protocollo e follow-up.
2

Osseodensificazione sinusale

Le revisioni recenti riportano guadagno osseo e risultati a breve termine comparabili alle tecniche transcrestali con osteotomi.

Non è dimostrata una superiorità universale e gli studi restano eterogenei.
3

Elevator

Questa pagina descrive il razionale progettuale, la documentazione radiografica e l’esperienza fornita dal Dott. Trisi.

Studi clinici comparativi specifici dovranno essere citati separatamente quando disponibili o forniti.

Elevator rappresenta una risposta progettuale a un problema specifico. Il capitolo successivo allargherà la domanda: è possibile ridurre ulteriormente la preparazione del sito implantare?

10 · IL PONTE VERSO IL CAPITOLO SUCCESSIVO

Ridurre la preparazione: implantologia drill-less.

Il progetto drill-less nasce dal tentativo di utilizzare la geometria implantare per partecipare alla creazione del sito, riducendo la quantità di osso rimossa prima dell’inserimento.

La prossima pagina racconterà lo sviluppo dei prototipi, il principio autoforante, le indicazioni, i limiti e le verifiche istologiche.

Preservare l’osso non significa soltanto rigenerarlo. Può significare anche ridurre ciò che viene rimosso durante la preparazione.
FONTI SCIENTIFICHE ESSENZIALI

Le prove alle quali fa riferimento questa pagina

Le fonti seguenti documentano il contesto clinico generale. Il razionale specifico di Elevator deriva dalla documentazione progettuale e dalle immagini fornite dal Dott. Paolo Trisi.

  1. Pjetursson BE e collaboratori. Sinus floor elevation utilizing the transalveolar approach: systematic review. PubMed
  2. Shi S e collaboratori. Clinical efficacy of transcrestal sinus floor augmentation: systematic review and meta-analysis. PubMed
  3. Cobo-Vázquez CM e collaboratori. Classic crestal sinus lift versus osseodensification sinus lift: systematic review. PubMed
  4. Starch-Jensen T e collaboratori. Transcrestal sinus membrane elevation using osseodensification: systematic review and meta-analysis. PubMed
  5. Gaspar J e collaboratori. Osseodensification technique in crestal maxillary sinus elevation: systematic review and meta-analysis. PubMed
  6. Documentazione progettuale Elevator e radiografia clinica. Materiali forniti dal Dott. Paolo Trisi.
LA GEOMETRIA È UTILE SOLTANTO QUANDO RISPONDE ALL’ANATOMIA

La valutazione deve stabilire se il rialzo crestale e l’inserimento simultaneo offrano un vantaggio reale per quel sito.

Altezza residua, larghezza, forma del seno, salute sinusale, stabilità e progetto protesico devono essere valutati insieme.

Le visite si svolgono presso Smile Art Serenity, in Via Silvio Pellico 68 a Pescara.

Smile Art Serenity

Via Silvio Pellico 68
65123 Pescara

+39 392 187 3886

La segreteria raccoglie le prime informazioni e indica come organizzare la valutazione.

Richiedi una valutazione
Dott. Paolo Trisi

Chi scrive

Dott. Paolo Trisi, DDS, PhD

Odontoiatra e implantologo dal 1988, autore di 147 pubblicazioni scientifiche. Iscritto all’Albo degli Odontoiatri della Provincia di Pescara, n. 86, è il direttore sanitario dello Studio Dentistico dott. Paolo Trisi – Smile Art Serenity, in Via Silvio Pellico 68 a Pescara.

Profilo scientifico →Lo studio a Pescara →

Torna in alto